giovedì 19 agosto 2010

Vasco : ricordi e malinconie

Ieri sera mi è capitato, sfogliando una rivista sul motociclismo, un bellissimo articolo su Vasco. Si, proprio Vasco, il rocker di Zocca, e cosa ci faceva in copertina sul Riders di Agosto non lo so, ma mi sono immersa nella lettura di quella che ti aspetteresti un'intervista il solito articolo di routine sul personaggio che ha incantato ormai già tre generazioni, e invece no, mi sono trovata di fronte a me stessa, e a quello che noi tutti, amanti di Vasco, proviamo nei confronti della Sua musica.Che poi, se ci pensiamo bene, è diventata la nostra : ogni canzone è una parte di noi, del nostro passato e dei nostri ricordi. E come ha detto l0autore dell'articolo, Vasco non lo ascolto quasi mai, ma quando succede non sento il bisogno di condividerlo con nessuno, perchè mi aiuta a creare dei momenti che sono solo miei. In cui ci sono io e basta. Un po' come quando sei in moto, aggiungerei io. La mente vaga e nel bene o nel male ti trovi in quell'angolino di te stesso a fare i conti con la tua coscienza o a rifuggiarti nei tuoi cliquè per non fare i conti con la realtà.



Il mio Vasco è arrivato 8 anni fa, quando di anni ne avevo 14. E' spuntato un giorno nella mia mente, dopo anni che canticchiavo "Albachiara" e "Vita spericolata", che TUTTI conoscono perchè Vasco è stato cantato anche da chi non l'ha mai capito, e da chi non l'ha mai apprezzato. E' sbucato un giorno e all'improvviso la sua voce era quella delle mia paure, delle mie angosce e dei miei entusiasmi. Era la colonna sonora delle sere d'estate in cui rientravo a casa e mi mettevo sul terrazzo, seduta al buio ad osservare il cielo stellato della Basilicata ad Agosto, dei pomeriggi in riviera a guardare il mare d'inverno, delle scorribande in macchina giù per i colli Lucani urlando "T'immagini", e dei ritorni a Genova, e dei momenti sola con me stessa, e chissà se anche voi avete mai pensato che "ogni volta che non sono coerente ogni volta che non è importante...".
Nel 2004 il mio primo concerto, Vasco a Marassi, il tour di Buoni e Cattivi,un album che neanche mi piaceva troppo, malinconico e pacato come me in quel periodo; Vasco non lo conoscevo tantissimo, ma è stato proprio a quel concerto che un brivido mi è salito lungo la schiena al sentir cantare per la prima volta " Canzone", il luccichìo dei suoi occhi nel megaschermo, io e la mia amica per mano. Eravamo li dalle 9 del mattino, per nulla stanche...saremmo potute andare avanti per giorni...
Ogni tanto mi metto li e penso "ho voglia di ascoltare Vasco.." e non c'è una canzone di cui abbia voglia più delle altre...perchè non c'è un ricordo che valga più di altri, come sulla tavolozza di un pittore, ogni colore è ugualmente importante a comporre un album che spero i miei figli sfoglieranno, tra anni, lasciandosi andare alle sue note.

...le canzoni son come i fiori, nascon da sole son come i sogni...


Grazie, Vasco.

1 commento:

Laura ha detto...

Bellissimo post e assolutamente veritiero, le canzoni ci danno e mantengono grandi emozioni per sempre secondo me...